Archivio per Daniele Ferrero

LUPUS METALLORUM: L’OPERA MARTIRE

Posted in METAL with tags , , , , , , , , , , on dicembre 23, 2011 by CHIARA DAINO

Morire per la Fede. «Martirio» e «Martire» sono termini che evocano la fine cruenta di chi sacrifica la propria vita in nome di un Credo. E chiunque creda nella Parola sa che ogni Parola è un ventaglio di sensi e di significati, una materia viva che evolve in base all’uso quotidiano, all’appalto storico, all’impiego letterato e mediatico.

Pasternak chiama gli studenti «martiri dello studio» e siamo tutti martiri. «Martire» deriva dal greco μάρτυς, «testimone» – e non siamo forse tutti testimoni? «Opera Martire» è definizione che nasce per indicare una testimonianza diretta, al di là delle forme scelte per esprimersi. Si tratti di Letteratura, Musica, Pittura, … L’Opera Martire è sintesi e summa di un’esperienza diretta. Lupus Metallorum inaugura questa definizione, elogiando i MARTIRI DEL METAL, i testimoni fisici e spirituali di un’Arte, di una Filosofia e di un’Etica precise.

Piccola premessa per palesare il titolo: nell’iconografia alchemica il Lupus Metallorum è il Lupo dei Metalli che divora il Leone per liberarlo; è il procedimento per raffinare l’oro impuro mediante l’antimonio. Nell’iconografia classica l’Aurea Poesia sposa Petrarca e non, ad esempio, i Pantera. Nell’immaginario collettivo il “poeta contemporaneo”, nuovo cantore della nostra epoca, può vestire i panni di un cantautore [serio, posato e socialmente impegnato], ma non il chiodo, gli anfibi e le borchie. E perché? La Repubblica delle Lettere, la solita cerchia – incensa e canta la solita solfa: «questa è Poesia!», «questa non è Poesia!». E per quale ignota ragione, per i critici miopi, Fabrizio De André è un Poeta e James Hetfield no? Rifiuto questa secolare, tutta italiota, celebrazione «a scomparsa»: si lodano solo i trapassati. E se amore per i defunti deve essere, allora perché non ricordare, Artisti superlativi, anche Dime o Cliff o Ronnie?

Da questa semplice rivolta è nato tutto: «rivolta dell’Anima» contro la «rivolta delle Dentiere» [splendida definizione che una cantante lirica coniò per riassumere il monotono morboso meccanismo che smandibolano i mortinvita].

Circa tre anni fa, convocata per l’ennesimo reading poetico, declamai Il Triste Vero e grandinarono strette di mano e complimenti per versi “particolarmente incisivi”. E fu la prima volta che sorrisi, la prima volta che ammirai [candida carogna!] i critici presenti impallidire – non appena svelai l’origine di quei versi. Non pensavo potesse essere “sconvolgente” dichiarare che, in realtà, Il Triste Vero è semplicemente una trasposizione di Sad but True dei Metallica [e parlo di trasposizione e non di traduzione alla lettera perché così non è. E così non potrebbe essere: l’Inglese è una lingua sintetica e l’Italiano deve praticare «le dovute trasposizioni» per riportarne i messaggi  in armonia di suoni].

Borchia! E Lettera borchiata fu e i “poeti puri” impallidirono, gridando: «sacrilegio!». E ancora si contorcono, i “poeti puri”, per la Poetica Metallica.

E così, credendoci, per Fedeltà [le traduzioni dei testi Metal reperibili in rete sono orride e non rendono giustizia agli Autori], e per Gioco [un gioco grave, la tenera tomba che resuscita scintille] nasce Lupus Metallorum: canzoni di Metallo nobile. Versioni che seguono il suono, che piegano l’Italiano al senso di comunione, lontano dai pregiudizi, lungo il monito di Majakovskij: «leggete i libri di ferro!».

TAVOLE E GRAFICHE di Daniele Assereto, TESTI di Chiara Daino

On my Heavy Metal Christmas my true blood gave to me:

12 silver months
11 black mascaras
10 pairs of wellingtons
9 laced suits
8 pentagrams
7 leather jackets
6 casks of Beck’s
5 skull armbands
4 quarts of Bally
3 studded belts
2 pairs of leather pants
and a book of Poetry!

On my Heavy Metal Christmas my true blood gave to me: THE LUPUS’POETRY!

For Everybody:
http://www.lulu.com/product/ebook/lupus-metallorum/18767322

For Fervent Ones:
http://www.lulu.com/product/copertina-rigida/lupus-metallorum/18745986

*SAVAGE SEDUCTION*

Posted in METALLI COMMEDIA with tags , , , , , , , , , , , , , , on agosto 8, 2011 by CHIARA DAINO

“Chi di noi, volente o nolente, non ha avuto a che fare con la Divina Commedia di Dante? Chi per motivi di studio, chi perchè ha deciso di riprenderla per proprio piacere, chi perchè l’ha sentita declamare da un Benigni o chi, nella precedente generazione, l’ha sentita dalla voce di Gassman, oppure, come ci ricorda l’autrice Chiara Daino, ha avuto il piacere di assistere all’iniziatore di questo filone: Carmelo Bene.
Alla fine (!) la Divina è uno spaccato dei tempi vissuti dall’autore magistralmente elaborata e cesellata sulla carta. Immaginate quindi che venga riscritta nei tempo moderni, magari da un’appassionata di musica dura che non ha peli sulla lingua ma forse abbastanza sullo stomaco (ok non è una bella visione lo ammetto, l’autrice non me ne voglia), fatto questo avrete la Metalli Commedia.

E’ un po’ complicato parlare di un lavoro così tanto elaborato, dietro questo libro si nasconde, ma non troppo, un lungo lavoro che personalmente cercare di esprimere in poche righe non ritengo corretto. Per farvi però capire meglio cosa abbiamo di fronte all’interno troveremo citazioni metal, personaggi della scena musicale e rappresentazioni di canzoni diventate “infernalmente” concrete; ma questo non è tutto. Come detto poco sopra la Commedia era anche un’opinione personale quindi troveremo autori e poeti contemporanei e non, riferimenti più o meno espliciti a questa o quella persona che è stata sfortunatamente, per lei ma non per la Dama, inserita nel posto più meritevole. Ovviamente non mancano il Virgilio e la Beatrice della situazione che diventano tre, non vi svelo nulla ma sono tre grandi ancora in attività.
Non crediate però che il tutto sia serioso o che voglia prendersi troppo sul serio, il lavoro è tanto ma c’è anche lo scanzonato.

Altra menzione va alle note esplicative, la buona autrice ha fortunatamente deciso di darci una mano con una marea di note, praticamente mezzo libro, per facilitarci la lettura e farci entrare un po’ di più nella sua mirabolante mente; troviamo lungo i vari canti però un altro autore, Guglielmo Amore, che ci divertirà con il quarto canto dell’Inferno.
Ah tra i tanti non poteva che essere presente anche Dante che, questa chicca devo svelarla, finalmente ha mandato a quel paese l’amore platonico per Beatrice per passatempi migliori (Fuck Like a Beast!).

Da avere, da leggere, da divertirsi e da custodire. Che geniaccio questa Clara!”

Daniele Ferrero [in Heavy-Metal.it]

E si ringrazia. E per la Recensione e per il Concorso